venerdì 30 novembre 2007

Riunione Due - 30 novembre 2007

Ciao a tutti,
si avvicina la data del prossimo incontro... noi proporremmo lunedì 26/11/07, se per tutti può andare bene. Resta da definire la sede, se ci sono proposte, ben vengano!
In più avremmo un'idea per la prossima presentazione dei propri libri per vivacizzare un po' la cosa: anzichè dire titolo, autore ecc., in fase iniziale vi proponiamo solo di riassumere il contenuto così come lo interpretiamo noi, e solo dopo la votazione verrà svelato il titolo del libro scelto. Che ne dite? vi sembra fattibile?
Ovviamente se questa proposta non incontrerà consensi, manterremo la procedura standard...
Aspettiamo commenti/proposte!!!
Ciao ciao
Eli, Elen & Nat

Riunione Uno (Capelvenere) - 23 ottobre 2007




























Ciao a tutti,
In allegato l'elenco completo dei libri proposti durante la Riunione 1. Il libro scelto è La piramide di Atlantide di Thomas Greanias, titolo originale Raising Atlantis , ed. Longanesi, pag. 352, € 18.60, in lingua originale su amazon.co.uk € 5.58.
Data esatta della riunione 2 ancora da definire perché il proponente (Matteo) non c'era e la sua presenza sarà necessaria. Pensando che un mese di tempo circa fosse sufficiente, abbiamo indicato un periodo attorno al 23/11 ma il giorno preciso è ancora da definire.
Da noi tutti grazie a tutti noi indistintamente, a chi c'era e a chi non c'era.

ALINES (PASSA IL TURNO)
ANTONIA L'ISOLA DI ARTURO ELSA MORANTE
BITTA IMPERIUM RYSZARD KAPUSCINSKI
ELENA B (PASSA IL TURNO)
ELENA G I SOTTERRANEI DEL VATICANO ANDRE GIDE
ELENA T IL CAMMINO DI SANTIAGO PAOLO COELHO
ELISA MI FIDO DI TE ABATE & CARLOTTO
FILOMENA (PASSA IL TURNO)
LELLA COMPLOTTO CONTRO L'AMERICA PHILIP ROTH
MARGHERITA NUOVA GRAMMATICA FINLANDESE DIEGO MARANI
MARINA COME DIO COMANDA NICCOLO' AMANNITI
MARISA MEMENTO MORI MURIEL SPARK
MATTEO LA PIRAMIDE DI ATLANTIDE THOMAS GREANIAS
MAURO C (PASSA IL TURNO)
MAURO T FATHERLAND PHILIP ROTH
MIRIAM LA ROSA DEL FARMACISTA CANDANCE ROBB
NATALIA SOLARIS STANISLAW LEM
NICOLETTA ORGOGLIO E PREVEGGENZA CARRIE BEBRIS
ORNELLA IL MALE RÜDIGER SAFRANSKI
ROBERTA (PASSA IL TURNO)
SAMUELE (PASSA IL TURNO)

Commento Capelvenere Elena - 26 ottobre 2007

Devo dire che il commento di Matteo a Capelvenere ha furoreggiato durante la riunione! Erano tutti d'accordo, chi più chi meno. Io ovviamente sto tra i "chi meno" sennò mica mi prendevo la briga di scrivere, ma in ogni caso non posso che concordare con lui sulla "cervellosità" a tratti esasperata (ed esasperante), sulla difficoltà oggettiva (ma del resto la Nat non ci aveva mica detto che fosse facile, anzi), su un malcelato compiacimento nel fare sfoggio delle proprie conoscenze (se la tira proprio! ecchessaràmmai sta' Anabasi, sono arrivata a 37 anni senza averla letta e neanche adesso ne sento la mancanza) e sulla lunghezza (la metà bastava). Diamo atto però alla Nat di averci avvertito che era (cito) "un pacco pazzesco".

Però...

  1. scusate, ma il senso del libro, o meglio I sensi, sono chiarissimi, li ripete fino alla nausea: la parola scritta è l'unica realtà e l'unico modo per conservare la Verità, cioè le storie, cioè le vite degli esseri umani (e per me non ha torto, chi si ricorderà di noi dopo la nostra morte? tempo un paio di generazioni e ogni traccia della nostra vita scomparirà se non la mettiamo nero su bianco); le storie, cioè le vite, cioè la Verità, sono le stesse per tutti, tutti noi viviamo un'esperienza che ci è toccata in sorte per puro caso e che prima è stata di altri e che poi sarà di altri ancora (qui sono parzialmente d'accordo, ma non arriverei al "siamo stati tutti scambiati"); noi siamo in fondo una persona sola e una vita sola e una storia sola (e infatti nelle ultime 20 pagine, le più allucinanti di tutto il libro, Galpetra riassume nelle parole e nell'aspetto tutte le storie che si sono intrecciate nel libro); anche Dio però diventa un tutto unico: l'invisibile, l'Amore, la Bellezza, la Morte, la pianta (Capelvenere) e il polline della pianta, "chiamalo come vuoi" dice l'Autore (personalmente questa conclusione la trovo un pò raffazzonata e semplicistica... sarà che son diventata agnostica); c'è n'è per tutti: atei,ebrei, musulmani, cattolici, ortodossi, russi, ceceni, tedeschi, svizzeri, italiani... nessuno ha ragione e nessuno torto, nessuno è innocente e nessuno è colpevole, alla fine la bilancia è paradossalmente in equilibrio fra chi è felice e chi no. Tutte le storie di tutti e 3 i livelli (interrogatori; lettere a Nabuccodonosauro; diario) sono infarcite di immagini, metafore, sottostorie che ripetono queste idee. E ne ho citate solo alcune...
  2. Nabuccodonosauro è il figlio, lo si capisce pian piano fino all'ultima lettera, scritta dall'istituto svizzero a Roma, in cui diventa chiaro, come è chiaro che la ex-moglie non gli ha fatto sapere dove si è trasferita visto che le lettere precedenti gli tornano indietro
  3. "saltare di palo in frasca" lo fa davvero solo nelle ultime 20 pagine, se leggi bene il resto del libro "funziona" con i vari rimandi, la trama sotto c'è anche se bisogna scavare alquanto per farla emergere. Certo però che alla fine in certi punti arriva al non-senso puro, all'illogicità, e a me non piace, mi "scade" (la Nat direbbe che devo piantarla con la mia mania di voler vedere un senso dappertutto, ma tant'è, son fatta così)
  4. nella versione russa non ci sono note. Qui molte la traduttrice se le poteva pure risparmiare, non servono a un tubo. Per me l'Autore ci vuol dire: "Io lo so, tu lo sai? Bene, sei bravo come me. Non lo sai? Fa lo stesso, è un "di più", lo puoi capire lo stesso quel che voglio dire." E son d'accordo. Comunque sbaglia anche lui ogni tanto, per esempio l'Immacolata Concezione se la deve ripassare!
  5. secondo me la Nat ha ragione a dire che è sbagliato definirlo romanzo, è in parte un romanzo e in parte un lungo poema: certe parti sono scritte in metrica e rimano (anche in italiano!), ci sono tante figure retoriche tipiche del linguaggio poetico, insomma l'Autore ha una padronanza dei mezzi linguistici fenomenale, tanto di cappello. In una poesia solitamente non si cerca una trama o una storia, non ci sono interpreti o protagonisti, una poesia non è una biografia, son pensieri, sentimenti, paure, emozioni. E tutto questo c'è. Solo che, come molte poesie moderne e come molta letteratura russa, è troppo cervellotica e quindi "fredda" la sua poesia e soprattutto triste (da svenarsi proprio, non si ride manco per sbaglio)
  6. credo sia stata grandemente sottovalutata nelle nostre analisi la figura di quella GRAN VACCA della cantante (no, dico, parliamone: fa ancora il liceo e si porta a letto un famoso attore che potrebbe essere suo nonno per sfondare in teatro... per tacere di quelli che si fa dopo...)

In conclusione come dice Polonio di Amleto (e qui me la tiro da bbestia) "Though this be madness, yet there is method in 't." "E' pazzia, ma c'è del metodo".

Ciaoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!

Elena G.

P.S.: la barca è il romanzo, chi lo legge ma soprattutto chi lo scrive può usarlo per "liberarsi", suppongo dal contingente, dalla realtà terra-terra che ti circonda come una prigione, ed arrivare alla Verità. Ma se non me lo diceva la traduttrice che era una metafora importante da tenere d'occhio, mica stavo a pensarci.

Commento Capelvenere Matteo - 23 ottobre 2007

Nel caso non potessi presenziare alla riunione di questa sera un breve commento su Capelvenere, almeno le mie immani fatiche nel leggerlo saranno valse pure qualche cosa (no dai Natalia, non ti offendere….stò scherzando….un po’)


Partendo dal fatto che un giudizio su di un libro è sempre molto soggettivo, devo dire che ho scoperto un tipo di letteratura per me completamente nuovo.


Va beh che non sono Dante Alighieri, ma la lettura è piuttosto “pesante”, dove con questo termine intendo un misto fra il difficile e il cervellotico. Mi sono perso più volte fra le pagine del libro dovendo tornare sui miei passi per poter cercare di comprendere ciò che l’autore voleva dire (e la cosa agghiacciante è che spesso non ci sono riuscito!!)


Non ho molto apprezzato i salti letteralmente “di palo in frasca” dell’autore , come ad esempio all’inizio quando alterna al racconto degli interrogatori, quello indiretto del pellegrinaggio dell’esercito Persiano e la lettera al (mitico) Nabucodonossorro (ma fra l’altro sto tipo chi è??).


Ci sono poi molti richiami ad altre opere (se non vere e proprie parti di esse), che dal mio punto di vista rendono la lettura ancor più complicata.

In parte la difficoltà di lettura (almeno da parte mia) può essere dovuta alla traduzione che in alcuni casi può falsare il pensiero originale dell’autore. Ne sono un esempio gli accenni ad alcuni proverbi o detti (almeno penso) russi. Tradotti in italiano possono perdere il loro significato o comunque per me sono difficili da comprendere.


Detto questo, scusate la mia ignoranza, ma non ho capito il senso del libro!!!!!


Natalia ha detto che alla fine si capisce, ma la barca e il tizio in cima cosa rappresentano??


Quando ho finito di leggere il libro , mi sentivo come Ercole dopo le 12 fatiche!!

Ripeto, questo è un parere soggettivo e sinceramente io sono abituato a leggere "cose più leggere" , a parte forse il Silmarilion di Tolkien.

Ciao!!


Matteo.

Risultati incontro Zero - 6 settembre 2007

Complimenti a tutti noi! Ce l'abbiamo fatta! (Almeno abbiamo iniziato!)

Abbiamo anche creato questo account, accessibile a tutti noi. La password è "capelvenere". Ciascuno può scrivere anche dal proprio indirizzo ma qui almeno si trovano gli indirizzi di tutti.

  • Nome club: Slow Book
  • Codice fiscale: SLWBKO07P05G535R
  • Sede legale: Itinerante
  • Titolo prossimo libro: "Capelvenere" di Mikhail Shishkin edizione Voland 400 pag. Vedi qualche recensione in allegato o questo link: http://samovar.blogosfere.it/cerca/?search=shishkin&network_search=off
  • Data prossimo incontro: Lunedì 22 ottobre sera
  • Luogo prossimo incontro: Probabilmente casa Natalia (vedremo quanti saremo)
  • L'elenco dei libri presentati:

- Haddon Mark "Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte" Feltrinelli (Nicoletta)

- Diego Marani "Nuova grammatica finlandese" Bompiani (Margherita)

- Goethe J. Wolfgang "Faust" (Ornella)

- Patrick McGrath "Follia" (Olga)

- Steven Presvil "Il soldato di Alessandria" (Matteo)

- Robert Harris "Fatherland" (Mauro)

- Valerio Massimo Manfredi "Chimaira" (Mauro)

- Jerome K. Jerome "Tre uomini in barca" (Elisa)

- Domenique Lapierre "La città della gioia" (Filomena)

- Andrea Vitali "Olive comprese" Garzanti (Alines)

- Milena Agus "Mal di pietre" Nottetempo (Marina)

- Alice Sebold "Amabili resti" (Elena)

- Boris Vian "Strappacuore" Mondadori (Elen)

- Tiziano Terzani "La fine è il mio inizio" (Roberta)

- Francesca D'Aloja "Il sogno cattivo" (Miriam)

- Mikhail Shishkin "Capelvenere" (Natalia)

L'invito - 5 settembre 2007

L'idea - 30 agosto 2007

CLUB DEL LIBRO “SlowbooK”

“Tutti discutono la mia arte e pretendono di capirla, come se ciò fosse necessario, quando serve solo amarla.”
Claude Monet

I fondamentali

Il club del libro nasce per condividere e confrontare le impressioni dei libri letti. La partecipazione è assolutamente libera.

L’unico requisito per entrare nel club è avere voglia di leggere.

L’unica regola è che i libri proposti siano facilmente reperibili e disponibili in italiano (ognuno li legge nella lingua che vuole).

Tutti i partecipanti possono, se vogliono, intervenire durante la discussione: non può esserci un’opinione giusta o sbagliata, tutte le impressioni hanno il diritto di esistere.

Gli incontri si terranno a turno a casa di ognuno dei partecipanti. I turni verranno stabiliti di volta in volta a seconda degli impegni e della possibilità dei partecipanti ad ospitare. Per rinfrancare il corpo oltre che la mente, ciascun partecipante contribuirà portando cibo e/o bevande.

Suggerimenti per lo svolgimento

Al termine di ogni incontro ogni partecipante propone un libro che secondo lui/lei merita di essere letto da tutti e poi discusso nel club. Non deve essere un libro necessariamente già letto dal proponente, deve interessarlo o interessarla.

Proponendo il libro, ciascuno farà una breve introduzione (massimo 5 minuti) per invogliare a leggere ma senza togliere la sorpresa.

Poi ci sarà la votazione per scegliere il libro che leggeremo per la prossima volta.

Il successivo incontro del Club sarà definito in base a che libro scegliamo, cioè a quanto tempo ci vorrà indicativamente per leggerlo.

Ogni incontro sarà introdotto dalla persona che ha proposto il libro scelto.

Cosa rimane: per immortalare la discussione possiamo a) registrarci (audio, non video), b) fotografarci, c) protocollarci.

Non si può essere presentatore per più di tre libri in tutto, per dare a tutti la possibilità di espressione.