Nel caso non potessi presenziare alla riunione di questa sera un breve commento su Capelvenere, almeno le mie immani fatiche nel leggerlo saranno valse pure qualche cosa (no dai Natalia, non ti offendere….stò scherzando….un po’)
Partendo dal fatto che un giudizio su di un libro è sempre molto soggettivo, devo dire che ho scoperto un tipo di letteratura per me completamente nuovo.
Va beh che non sono Dante Alighieri, ma la lettura è piuttosto “pesante”, dove con questo termine intendo un misto fra il difficile e il cervellotico. Mi sono perso più volte fra le pagine del libro dovendo tornare sui miei passi per poter cercare di comprendere ciò che l’autore voleva dire (e la cosa agghiacciante è che spesso non ci sono riuscito!!)
Non ho molto apprezzato i salti letteralmente “di palo in frasca” dell’autore , come ad esempio all’inizio quando alterna al racconto degli interrogatori, quello indiretto del pellegrinaggio dell’esercito Persiano e la lettera al (mitico) Nabucodonossorro (ma fra l’altro sto tipo chi è??).
Ci sono poi molti richiami ad altre opere (se non vere e proprie parti di esse), che dal mio punto di vista rendono la lettura ancor più complicata.
In parte la difficoltà di lettura (almeno da parte mia) può essere dovuta alla traduzione che in alcuni casi può falsare il pensiero originale dell’autore. Ne sono un esempio gli accenni ad alcuni proverbi o detti (almeno penso) russi. Tradotti in italiano possono perdere il loro significato o comunque per me sono difficili da comprendere.
Detto questo, scusate la mia ignoranza, ma non ho capito il senso del libro!!!!!
Natalia ha detto che alla fine si capisce, ma la barca e il tizio in cima cosa rappresentano??
Quando ho finito di leggere il libro , mi sentivo come Ercole dopo le 12 fatiche!!
Ripeto, questo è un parere soggettivo e sinceramente io sono abituato a leggere "cose più leggere" , a parte forse il Silmarilion di Tolkien.
Ciao!!
Matteo.
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